COLOR SCRIPT

Personale di Fabiana Iacolucci

In occasione della rassegna “da Venezia a RomaFABIANA IACOLUCCI rende omaggio al Cinema ed alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Attraverso la sua arte rievoca fotogrammi di pellicole premiate nella storia del Festival con il prestigioso Leone d’oro, reinterpretandoli.

Il lavoro pittorico della Iacolucci per COLOR SCRIPT principia dal fotogramma cinematografico, che non si discosta dalla fotografia, ed arriva ad una riscrittura dell’immagine attraverso il colore ed il segno.

Agendo su frammenti di azione cristallizzati in un frame, Fabiana Iacolucci riesce paradossalmente ad esaltare il movimento e renderlo vivo. Come in una sceneggiatura di colori, luci ed ombre realizza un componimento di unità minime dell’inquadratura cinematografica, catturandone le emozioni e restituendole amplificate.

Quando nel 1921 il critico cinematografico Ricciotto Canudo coniò la definizione Settima Arte, dichiarò che il cinema avrebbe unito in sintesi l’estensione dello spazio e la dimensione del tempo.

Attraverso il connubio tra arte fotografica, cinematografica e pittorica, Fabiana Iacolucci reinventa il legame tra spazio e tempo, sospendendo quest’ultimo e liberandolo dal prima e dal poi .

Questo processo, invisibile e sottile, permette all’osservatore di compiere un percorso che parte dal punto di vista del regista della pellicola scelta, per ritrovarsi poi completamente immerso nell’avvolgente visione di Fabiana Iacolucci.

Diciannove i titoli scelti dall’artista nella lunga lista dei film premiati nel corso della storia del Festival del Cinema di Venezia.

Tra tutti, una dedica particolare va a Monica Vitti protagonista di “DESERTO ROSSO”, primo film a colori di Michelangelo Antonioni, premiato con il Leone d’oro nel 1964 che, in occasione della 74° Mostra del Cinema di Venezia è tra i titoli restaurati che verranno proiettati nella sezione “Venezia Classici”.

À l’occasion de la revue cinématographique “DE VENISE À ROME”,FABIANA IACOLUCCI désire rendre hommage au cinéma et à l’exposition internationale d’art Cinématographique de Venise.

Le travail pictural de Iacolucci commence par le photogramme cinématographique et arrive à une réécriture de l’image à travers la couleur et le signe.

En agissant sur fragments d’action cristallisés dans un frame,Fabiana Iacolucci réussit, paradoxalement, à exalter le mouvement et à le rendre vif. Comme dans un script de couleurs, lumières et ombres, elle réalise une composition d’unités moindres du plan cinématographique, en capturant les émotions et en les amplifiant.

Quand, en 1921, le critique cinématographique Ricciotto Canudo créa la définition Septième Art, il déclara que le cinéma aurait uni de manière synthétique l’étendue de l’ espace et la dimension du temps.

À travers le mariage entre art photographique, cinématographique et pictural,Fabiana Iacolucci réinvente le lien entre l’ espace et le temps, en suspendant ce dernier et en le libérant de l’avant et de l’après. Ce procès, invisible et souple, permet à l’observateur d’accomplir un parcours qui part du point de vue du réalisateur de la pellicule choisie, pour se retrouver ensuite complètement immergé dans la vision enveloppante de Fabienne Iacolucci

Dix-neuf, les titres choisis par l’artiste dans la longue liste des films vainqueurs du le Lion d’Or au cours de l’histoire du Festival du Cinéma de Venise.

Entre tous, une dédicace spéciale à Monica Vitti, protagoniste de “Désert Rouge”, premier film en couleurs de Michelangelo Antonioni, Lion d’or à la Mostra de Venise 1964, qui à l’occasion de la 74° Exposition du Cinéma